Perfect gentleman

Dentro ha un suono che graffia, un chiodo sul marmo. «Ci segua mister King». Non parlare, dice il poliziotto. Lui, abbozza un sorriso. Ma pensa: È questa sarebbe la gente che dovrebbe difendermi? Vorrebbe dirgli: La nostra casa è abbastanza grande per tutti. Vorrebbe urlargli: Non vedi che ci stiamo bene tutti? Ma si sente un ospite, loro hanno preso la casa di tutti e ne han fatto un gioco, pericoloso. In questa casa non c’è posto per i cani, ecco cosa han detto, e lui, no, questa volta, proprio no, non ha abbozzato nessun sorriso. Piuttosto ha risentito il suono del graffio. C’è una luce sospesa in questo ufficio spoglio di provincia, e troppi occhi felici, a mister King non piace esibirsi, né starsene in questi posti della casa di tutti. La cosa migliore è chiudere gli occhi e aspettare, ma loro la leggerebbero come una resa, e allora resiste, li tiene aperti e li guarda, ricambia. In strada c’è un morto, e non deve dimenticarlo, quando scambia occhiate. Il suono gli ha strappato la camicia bianca. Mister King diffida degli esperti che gli dicono che stanno arrivando e ha caldo. La giacca non la toglie, perché la sottrazione di tessuto sarebbe un gesto di sconfitta. Tiene. Lo diranno dopo, con le foto. Quando ne faranno un eroe. Ora è una voce, e dentro ha un suono che graffia. E sanguina. Lui pratica l’arte di rendere credibile la vita della sua gente. È un lavoro complicato. Si muove sul confine tra amore e indifferenza. Più difficile che cercare metalli in un fiume. Nella maggior parte dei casi quelli come lui perdono, la sua forza è saperlo. Tutto questo senza perdere il controllo né di vista la situazione nella stanza. Il suo è un sistema indipendente che ha messo in crisi lo stato delle cose. Questo tipo di sistema o tecnica (per alcuni) con alla base l’amore finisce sempre per spaventare le creature che già sono felici e non ne vogliono sapere della felicità degli altri. Poi, il suono che graffia si è fatto rumore di pistola, e la maggior parte delle frequenze generate da armi da fuoco finisce per creare il vuoto negli occhi di chi riceve. È successo anche a mister King. Corpo riversato, fine corsa.

Foto di Donald Uhrbrock

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