Tutto quello che è solido si scioglie in Volo

 Con Fabio Volo alla direzione del “Corriere della Sera” si completa il giro di rinnovamento dei principali giornali italiani. Se Paolo Mieli mise la minigonna al Corsera, secondo la definizione di Gianni Agnelli, Fabio Volo gli metterà il tanga; ed è subito festa a casa Renzi. Nemmeno si è insediato che subito sono partite le rivoluzioni, tantissime dalle redazioni alle pagine, dal web agli allegati, una ventata di rinnovamento che subito ha portato ricavi pubblicitari e triplicato le vendite. Il volo iperbolico in proiezione logaritmica ha deciso per le riunioni di redazione a sorpresa in giro per Milano e poi per l’Italia per portare il giornale in mezzo alla gente, ha subito spedito Rizzo e Stella alla consegna porta a porta dei giornali omaggio per gli estratti a sorte da Facebook e Twitter (la bravura dei due giornalisti d’inchiesta è scovare chi si nasconda dietro gli account twitter e poi l’indirizzo e infine la cerimonia di consegna con Elio e le Storie Tese che hanno anche composto l’Inno del Corriere rifacendo la Cuccarini che è diventata vicedirettrice: “Vola / sotto la porta / vola / la prima pagina già t’innamora / poi leggi l’editoriale / e ti consola / Vola / Il Corsera vola / e subito ti è vicino / ti prego resta sempre bambino / né l’Isis né l’inflazione / nessuno ti farà del male / insieme a te / c’è un grande giornale”. A tutte le obiezioni di Sergio Romano che ha lasciato via Solferino sbattendo i piedi, il neo direttore Fabio Volo ha risposto indicando gli indici di vendita, e indiscrezioni dicono che abbia anche urlato: «è la stampa bellezzaaaaaaaa». E non è un caso che oggi l’ex giornale dell’ambasciatore Sergio Romano – la sua rubrica è andata a Don Winslow – abbia aperto sull’omosessualità degli orsi polari, e sulle tecniche di masturbazione degli inuit, con di spalle il Teorema di Pitagora (le difficoltà) raccontato da Claudio Cecchetto (altro vicedirettore con la Cuccarini, la Pina e la Littizzetto che dirigerà anche La Lettura, mentre la cultura va a Daria Bignardi), e in basso la rubrica di Fabio Fazio “Innamorarsi a Parigi” e quella di Massimo Gramellini “Buonasera” e all’interno la vera grande novità: i reportage da casa di Miuccia Prada, nessuno poteva pensare a un giornale più POP di così. Beppe Severgnini è diventato vicecapo della redazione Esteri guidata da Biagio Antonacci, mentre il sito del giornale è stato affidato a Fiorello che ne ha fatto un programma radio, ora sembra Youtube con i suoi finti Battiato, Camilleri, Michael Bublé che raccontano e commentano gli avvenimenti, e, ovviamente, ha stracciato tutti: milioni di click tra un aereo caduto a Giacarta raccontato con la voce di Carmen Consoli e di zio Santuzzo, e una strage in Kenya restituita con l’accento di Silvio Berlusconi. L’ondata di dimissioni e quella di prepensionamenti ha portato il Corrierone ad essere in pochissimo un altro giornale, con pelle e linguaggi differenti, che costringe i suoi concorrenti ad inseguirlo senza però avere la “leggerezza” no, non più calviniana ma voliana. Leggerezza che non ha impedito a Magris di entrare in convento e a Galli della Loggia di scegliere le sure del Corano. Il povero Calabresi a furia di inseguire Volo ha prima pubblicato 456 puntate di una serie dove Alessandro Baricco provava a spiegare il barbaro Volo (durante la quale sono mancati Scalfari, Valli, Aspesi, Mura, Granello, Rumiz, Eco, tanto da far ipotizzare al professor Veronesi una possibile epidemia). Poi Marione Calabresi ha affidato l’editoriale della domenica a Gianni Morandi e i reportage a Maria De Filippi, chiedendo a Saviano di tornare dopo la conduzione di “Ballando con le stelle” per guidare il primo reality di “Repubblica”: “il grande gerarchetto”, e affidando la prima pagina al costoso disegno di Dolce e Gabbana, con la cultura a Max Pezzali e lo sport a Christian De Sica poi sostituito da Mario Balotelli poi sostituito da Adriano Celentano, poi ad interim a Giorgio Napolitano. “La Stampa” in seguito alla riunione degli Agnelli-Elkann a casa del padrone Marchionne ha fatto una scelta pulp, Roberto D’Agostino al posto di Maurizio Molinari, annunciando il ri-cambio con una breve nota: «Come diceva sempre l’Avvocato: tutto quello che è solido si scioglie in aria, e ora veniteci a predere lassù, la capolista se ne vaaaaaaaa».

Foto Federico Bernini/LaPresse

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4 thoughts on “Tutto quello che è solido si scioglie in Volo

  1. Maurizio ha detto:

    Bellissimo e premonitore (?)

  2. dr. Gonzo ha detto:

    Vanna Marchi a sorpresa prende il posto di Aldo Grasso, per Ostellino che da tempo è scappato da via Solferino ecco Kledi Kadiu, Gianna Fregonara, fatta fuori per aver tradito Enrico Letta con Massimo Giletti resta disoccupata dopo che Romiti le ha chiuso la porta in faccia anche alla Stampa, viene sostituita alla cronaca politica da Milo Infante, caldamente spalleggiato da Ferruccione De Bortoli di cui ha appena sposato una nipote illegittima, Gabriele Polo, che tutti davano per disperso, alla fine accetta le lusinghe di Belpietro e si accasa a Libero dove si occuperà di costume ed economia, dichiarando che devolverà lo stipendio alla fondazione che si occupa della cura e del restauro delle sezioni storiche del PCI dell’isola d’Elba, lascia il Corrierone anche Stefano Folli dopo la disastrosa direzione di qualche anno fa per un posto da ospite fisso a Ballarò, Ezio Mauro rinuncia al buen retiro di Palau gentilmente offertogli da Eugenio Scalfari e accetta di dirigere Striscia la Notizia al posto di Antonio Ricci, nel frattempo impegnato sul set con Gabriele Salvatores per il riadattamento cinematografico di “Fai bei sogni” di Gramellini, Giuliana Sgrena, disgustata da un giornalismo ormai in mano a palazzinari senza scrupoli che mercanteggiano testate come villette bifamiliari ha aperto una braceria sulla Salaria ribattezzata, con scarsa originalità, “Fuoco Amico”, ma il vero colpo di scena alla fine lo regala al solito Robertone Gervaso che, finanziato da Diego Della Valle, annuncia che spazzerà via i vecchi dinosauri dalle redazioni italiane e si riapproprierà delle edicole con una nuova versione del glorio Corriere dei Piccoli

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