Oltre il sipario

«La cordigliera che contempli è il sipario di un teatro: sollevalo e addentrati in esso. Il mondo che si estende dall’altra parte corrisponde alle tue emozioni e ai tuoi aneliti: aspro, selvaggio, arso dal sole e scolpito dai quattro elementi. Lo hai presagito prima nello spazio vulcanico di Gaudì, poi nell’altopiano lunare del Gran Erg e nelle dune infinite di Tarfaya. Non c’è vegetazione, nessun segno di vita, nessuna impronta umana ad addolcire la sua sontuosità nuda e austera. Le apparizioni e le eclissi del minuscolo astro che vi riscalda perpetuano i suoi cicli millenari davanti a un anfiteatro vuoto. Tutti i colori e le sfumature dello spettro si combinano in un’apoteosi allestita per te. Sarai il suo unico spettatore se ti sbarazzerai di ogni bene e di ogni affetto che ti trattengono in quest’effimero isolotto.

Cosa aspetti? Pensi di continuare a guardare i tori da dietro lo steccato invece che dell’arena?

Il peggio che potrebbe succederti si è già successo.

Vivi senza di lei, lontano da lei e a stento la vedi, rimpicciolita com’è dalla distanza. Prendi le misure che reputi opportune per colore che ti hanno a cuore e per quei bambini che, con crudele innocenza, ti dimenticheranno per crescere e moltiplicarsi. Non aggrapparti a ciò che presto lascerai. Maggiore sarà il tuo distacco, più facile sarà il passaggio.

Affina l’udito, non farti scudo della tua sordità: mi prendi in un buon momento e ti parlo senza doppi fini. Niente di ciò da cui ti separerai, le abitudini e gli agi della vecchiaia valgono quanto ciò che ti aspetta. Un tunnel di luce si offrirà interamente a te. Attraverserai con me le Montagne Bianche e le vette di Polvere Nera dove tra valli e gole si cela il malvagio che tanto amorevolmente ho istruito e armato. I più letali e raffinati ordigni non prevarranno, poiché clonerò ancora e sempre demoni con la stessa sete di distruzione. Questa è la legge del vostro stupido mondo da prima che mi inventaste. Ma al di là dell’orrore che intravedi nel televisore e che gelosamente vi nascondono coloro che lo manipolano, c’è la bellezza occulta dietro il sipario. Accostati a essa e perditi nella sua visione. Io sarò lì per chiudere la parentesi tra il nulla e il nulla. La mia voce rimbomberà dalle vette come nell’inverosimile racconto biblico. Come già dissi, o dicono che dissi, al morto che diventerai: alzati e cammina!»

[Juan Goytisolo, Oltre il sipario, traduzione di Chiara Vighi, l’ancora del mediterraneo]

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