Milva, la Rossa, smise di cantar

1. Dopo la tigre di Cremona, arrivò la pantera di Goro. Una fauna inesistente per la Pianura Padana, eppure erano tutti i felini che Antonio Ligabue ritraeva sul Po.
2. Milva sapeva essere anche una Jessica Rabbit con guanti lunghi da gala, ma senza la finzione hollywoodiana.

3. Un vibrato potente da Edith Piaf, un contralto leggero da far invidia a Berlino con un repertorio da Kurt Weill, la più grande interprete di Brecht senza disprezzare l’inglese dei musical e il canto popolare italiano. Milva è un progetto per l’Europa unita, prima dell’Europa unita.
4. Soffrì di depressione come Vittorio Gassman, una voglia di nascondersi dal mondo invece di continuare a cantare. Se ci si sporge troppo dal palcoscenico poi viene la voglia di scendere.
5. L’unica caduta che è possibile attribuirle durante la carriera, fu in una buca d’orchestra durante “L’opera da tre soldi” per la regia di Strehler. Frattura al cranio, un mese di convalescenza e al suo ritorno trovò Modugno come protagonista.
6. Una donna di testa per intelligenza e cuore per passione politica. Un corpo da montagne russe tra discese verticali dal seno alle lunghe cosce con spacchi vertiginosi. Eppure in Italia è passata invano.
7. Come Fellini apostrofava la Cardinale con l’affettuoso Claudina, allo stesso modo Strehler chiamava per complicità la sua attrice Milvina. Attrici, quando un regista vi chiama con il diminutivo vi sta fottendo, sappiatelo.
8. Parlando con Gianni Minà, ricorda che Aldo Grasso ha dimenticato di nominarla nel suo libro sulla storia della televisione. «Va benissimo, non ho rappresentato nulla per la televisione». Quando il canto e il canone Rai non erano due strade che dovevano incrociarsi per forza.
9. Cantò i tanghi di Astor Piazzolla, con il compositore argentino condivideva l’esilio: se Piazzolla era condannato ad essere un eterno estraneo dalle nazioni, Milva era destinata per vocalità antica ad essere un’esiliata dal tempo.
10. Enzo Jannacci scrivendo per lei “La rossa” le scolpì anche il finale: “Poi lei si lasciò impallidire e poi le venne da morire e poi fu come andare in fondo al mare, finché l’applauso svanì”.

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