Movietable

Jenny HuestonFrederick Manaus il direttore di “Pussystory” il sito che svela tutte le scopate dei potenti – quelle in corso e quelle che verranno: come promette l’intestazione – è anche l’inventore del primo gioco da tavolo per cinematografari mancati: Movietable, un misto di puzzle componibili con minisceneggiature che si intersecano, colonne sonore da re-mixare e attori da camuffare (in due versioni: Vintage con un bordello di accessori e Contemporary con il tablet). Ci sono tre linee di gioco il Revisiocinema: per dire puoi mettere Rihanna al posto di Anna Magnani in “Mamma Roma” e adattare Pasolini al presente con la regia di Ron Howard, il Futurcinema: applicando le istruzioni costruisci il tuo film, puoi scegliere i generi oppure puoi provare lo Shake-cinema, il metodo Tarantino, recuperi un attore finito e lo trasformi in icona e lui ti sfancula appena riesce a ricomprarsi il jet privato, sì, perché il bello del grande gioco da tavolo è che la parte tecnica del cinema è solo l’inizio, al quale seguono gli scontri dovuti alle storie di pussy and dick, è quello lo scopo di Frederick Manaus, riprodurre sul tavolo quello che avviene in Occidente. È il Risiko della fregna e del cazzo di un certo livello, così anche tu puoi sentirti direttore di giornale, puoi decidere chi sputtanare e come, inventarti intercettazioni, diventare amico di un giudice e poi fargli recitare un detective a Miami e mandarlo in giro con una Ferrari F40 dopo che ti ha passato le magagne del tuo presidente di regione. È una sorta di Matrix cazzaro, non c’è Dio, e nemmeno la sua ombra, c’è solo il gossip come matrice che regola tutto. Se poi sei fortunato e ti esce la carta Corona hai diritto al file intero delle scopate di Belen, che puoi rivendere, a una serie limitata di foto di Lapo e Totti e alle mutande della Minetti usate da Cristiano Ronaldo. Se ti esce la carta Signorini devi passare un mese come schiavo tra casa sua e la redazione e ti vedi gli scoop passare sotto al naso senza poter ricattare nessuno. Movietable in poco ha fatto dimenticare la playstation nella versione per pc, Michele Serra ha trovato suo figlio a giocarci ed ha scritto un nuovo romanzo “Gli sdraiati e Movietable”, Michele Santoro ha già fatto due puntante sul gioco e Marco Travaglio ha accusato Frederick Manaus di essere un sobillatore dei costumi, un cattivo maestro dell’ideologia sessuale dove il cinema è solo un pretesto, sperando che Beppe Grillo renda illegale il gioco al più presto scomunicandolo dal suo santissimo blog. Il Papa ha telefonato a Frederick Manaus ma lui ha riattaccato. Toni Servillo trovandosi tra le carte minori del gioco, per dire le teste di serie sono attori come Kevin Spacey o Jeff Bridges ha deciso di querelare Frederick Manaus, e Carolina Crescentini ritrovandosi nel gruppo comparse è andata sotto casa del direttore di “Pussystory” sfondando la macchina sbagliata che compariva in una foto di “Sette”, Frederick Manaus non ha la patente e la Crescentini guarda solo le foto. Rocco Siffredi, invece, ormai titolare della cattedra di sociologia alla Cattolica, ha spiegato che «i ragazzi simulando la realtà ne percepiscono anche i pericoli e si accorgono dell’importanza dei sentimenti dopo aver consumato gli istinti».

Photographs by Jenny Hueston

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